Un tetto in eternit è una copertura in cemento-amianto, usata per decenni su capannoni e stabilimenti. Se è integro e non manomesso non tende a liberare fibre; se si degrada diventa un rischio per la salute. Non esiste un obbligo generale di rimuoverlo, ma va controllato nel tempo e, se deteriorato, messo in sicurezza.
Per un'azienda il primo passo è valutare lo stato della copertura, prima di decidere se rimuoverla, incapsularla o coprirla con una nuova.
Cos'è un tetto in eternit e come riconoscerlo
"Eternit" era il nome commerciale di un cemento-amianto, diventato in Italia sinonimo del materiale. Per questo un tetto in eternit si chiama anche, più semplicemente, tetto in amianto. È un composto di cemento e fibre di amianto, apprezzato per il basso costo e la resistenza. La legge 257 del 1992 ha messo al bando l'amianto in Italia: vieta di estrarlo, produrlo, venderlo, importarlo ed esportarlo. Moltissimi edifici industriali costruiti prima del 1992 hanno però ancora la copertura originale.
A vista si riconosce solo in parte. Le lastre sono ondulate, di colore grigio-verdastro, spesso con macchie scure o muschio. L'aspetto però non basta a esserne certi, perché il fibrocemento senza amianto è molto simile: solo l'analisi di un campione in laboratorio conferma la presenza di amianto. Il prelievo va affidato a personale qualificato, perché rompere una lastra per guardarla può liberare fibre.
Quando un tetto in eternit è davvero pericoloso
Il pericolo comincia quando il materiale si deteriora e libera fibre respirabili nell'aria. Se inalate, le fibre possono causare malattie gravi. Secondo l'Istituto Superiore di Sanità, il mesotelioma è dovuto all'esposizione all'amianto nell'80% circa dei casi. All'amianto sono legati anche l'asbestosi e altri tumori, come quello del polmone.
Per capire se serve intervenire, un tecnico valuta criteri precisi, quelli del DM 6 settembre 1994. I segnali da controllare sono:
Friabilità del materiale: si sfarina al tatto o si rompe con facilità
Sfaldamenti, crepe e rotture visibili sulla superficie della copertura
Affioramento di fibre sulla superficie delle lastre
Materiale polverulento che si accumula in grondaie e scoli
Piccole stalattiti di materiale polverulento nei punti di gocciolamento
Se anche uno solo di questi segnali è presente, la copertura va valutata da un tecnico qualificato prima che il rischio aumenti. Un tetto senza questi segnali non richiede interventi urgenti, ma va controllato nel tempo, perché l'esposizione agli agenti atmosferici lo deteriora.
Quando è obbligatorio rimuoverlo (e quando no)
La normativa italiana non obbliga a sostituire ogni tetto in amianto. Obbliga però a valutarne e monitorarne lo stato con un programma di controllo e manutenzione (DM 6 settembre 1994). Se il materiale è degradato, bisogna intervenire.
Di solito si interviene in due casi. Il primo è quando il tetto in eternit è degradato. Il secondo è quando si fanno lavori che toccano le lastre: demolizione, rifacimento o manutenzione.
Qualunque intervento sull'amianto, che sia rimozione, incapsulamento o sovracopertura, va notificato all'organo di vigilanza (di norma l'ASL) prima dell'inizio dei lavori. Per la rimozione serve anche un piano di lavoro, da inviare almeno 30 giorni prima dell'avvio del cantiere. Entrambi gli obblighi sono previsti dal D.Lgs. 81/2008 (articoli 250 e 256), e chi non li rispetta rischia l'arresto o un'ammenda.
A livello nazionale l'obbligo di comunicare la presenza di amianto riguarda quello floccato o friabile, non un tetto in eternit integro. Alcune Regioni però chiedono di più. In Lombardia e in Friuli Venezia Giulia, per esempio, i proprietari devono segnalare anche l'amianto compatto, come quello delle coperture in cemento-amianto. Regole e obblighi vanno quindi verificati con l'ASL competente per il proprio territorio (in Veneto, lo SPISAL dell'ULSS). Per la bonifica esistono anche contributi pubblici, come il bando INAIL ISI.
Cosa fare se l'azienda ha un tetto in eternit
Una volta valutato lo stato della copertura, ci sono tre strade possibili. Sono gli interventi previsti dal DM del 1994: rimozione, incapsulamento e confinamento, di cui la sovracopertura è una forma. Non sono equivalenti: la scelta dipende dal grado di degrado e da cosa vuole ottenere l'azienda, solo la messa in sicurezza oppure anche una copertura nuova.
Rimozione amianto
Quando ha senso: Materiale già degradato o azienda che vuole rifare la copertura
Cosa comporta: Smaltimento completo, spesso abbinato a una nuova copertura e, se serve, al fotovoltaico
Svantaggi: Intervento più invasivo, con piano di lavoro all'ASL e smaltimento in impianti autorizzati
Incapsulamento
Quando ha senso: Si vuole conservare la copertura esistente, se lo stato del materiale lo consente
Cosa comporta: Un trattamento sigilla le fibre senza rimuovere il materiale
Svantaggi: L'amianto resta in sede e richiede controlli periodici e manutenzione
Sovracopertura
Quando ha senso: Si vuole evitare lo smaltimento ma serve una copertura nuova sopra
Cosa comporta: Una nuova copertura viene posata sopra quella esistente, che resta in sede
Svantaggi: Possibile solo se la struttura regge il peso aggiuntivo (calcolo dei carichi obbligatorio); le forature per il fissaggio possono liberare fibre; servono controlli periodici e manutenzione
Ognuna di queste soluzioni ha costi e tempistiche diverse: la valutazione corretta si fa con un sopralluogo tecnico, non a distanza. Tutti e tre gli interventi sono lavori di bonifica e possono essere eseguiti solo da imprese iscritte all'Albo Nazionale Gestori Ambientali nella categoria 10: per l'eternit serve almeno la 10A, a cui Projetcover è iscritta.
Domande frequenti
Quando è pericoloso un tetto in eternit?
Quando è degradato: lastre friabili, crepate o sfaldate, fibre in superficie, polvere in grondaie e scoli. Un tetto integro non tende a liberare fibre, ma va comunque controllato nel tempo.
Quando è obbligatorio rimuovere l'eternit?
Non c'è un obbligo automatico: l'intervento serve quando la copertura è degradata o quando lavori edilizi interessano direttamente le lastre.
Cosa devo fare se ho un tetto in eternit in azienda?
Lo stato della copertura va valutato da un tecnico qualificato. Poi si sceglie tra rimozione, incapsulamento o sovracopertura, in base al degrado e alle esigenze dell'azienda. Qualunque sia la soluzione, i lavori vanno affidati a un'impresa iscritta all'Albo Gestori Ambientali in categoria 10.
Cosa fare se il vicino ha il tetto in eternit?
Non c'è un obbligo diretto sulla proprietà altrui. Se si notano segni di degrado evidenti, come lastre rotte o polvere visibile, si può fare una segnalazione al Comune o direttamente all'ASL competente, che valutano le verifiche da fare.
Valutazione della copertura in azienda
Quando un'azienda ha un tetto in eternit o amianto e non è chiaro se serva intervenire, un sopralluogo tecnico chiarisce la situazione senza impegno. Projetcover valuta lo stato della copertura e propone la soluzione più adatta al capannone, dalla semplice messa in sicurezza al rifacimento completo, nelle aree servite di Veneto, Friuli Venezia Giulia, Lombardia ed Emilia-Romagna. Richiedi un sopralluogo.
